Il Perito Doveri: Rischi e Conseguenze nei Procedimenti Penali
- Rossi dr.ssa Erika

- 1 giorno fa
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ISSN: 2785-0692
Sommario:
Introduzione;
Ruolo e doveri del perito nel procedimento penale;
Responsabilità penale del perito;
Responsabilità civile del perito;
Conclusioni;
Bibliografia
Introduzione
Nel procedimento penale, il perito riveste un ruolo essenziale, agendo come supporto tecnico al giudice in ambiti che richiedono conoscenze specialistiche fuori dalla sua portata. La sua funzione è finalizzata ad assicurare un corretto accertamento dei fatti e a colmare lacune tecniche che il giudice, per la sua formazione, non può affrontare in autonomia. Tuttavia, l'importanza del suo contributo è accompagnata da una serie di responsabilità di natura legale, etica e professionale. Queste responsabilità sono dettagliatamente regolate dal codice di procedura penale, che ne definisce i limiti e gli obblighi, oltre che da normative specifiche e dai codici deontologici delle categorie professionali di appartenenza. L'operato del perito non si limita a fornire valutazioni tecniche, ma deve essere caratterizzato da imparzialità, rigore scientifico e rispetto delle regole processuali. Ogni inadempienza o comportamento non conforme può esporlo a conseguenze non solo disciplinari, ma anche civili e penali, evidenziando la delicatezza e la complessità dell’incarico. La rilevanza del suo intervento, dunque, richiede una costante attenzione alla correttezza e alla trasparenza del proprio operato, poiché anche un minimo errore può influire profondamente sugli esiti processuali.
Ruolo e doveri del perito nel procedimento penale
Il perito rappresenta una figura chiave nel procedimento penale, quale ausiliario del giudice nominato ai sensi dell’art. 220 del Codice di Procedura Penale (c.p.p.).Il professionista incaricato ha il compito di fornire risposte tecniche e specialistiche su questioni che il giudice, per la sua formazione non è in grado di affrontare in autonomia. Questa nomina si verifica quando l'accertamento dei fatti richiede competenze specifiche in ambiti come medicina legale, grafologia, balistica, informatica forense o altre discipline tecniche e scientifiche. La sua attività è strettamente volta a supportare l'autorità giudiziaria nel raggiungimento della verità, garantendo una corretta applicazione delle norme al caso concreto. L’art. 225 c.p.p. impone al perito di prestare giuramento prima di iniziare il proprio incarico, dichiarando solennemente di "bene e fedelmente adempiere le sue funzioni"; tale atto formale non è da osservarsi quale una semplice prassi di ritoma rappresenta un impegno vincolante, sia dal punto di vista morale che giuridico, a svolgere il compito con onestà e rispetto delle regole.Il giuramento è una garanzia per tutte le parti coinvolte nel processo, poiché vincola il perito a fornire valutazioni tecniche basate esclusivamente su criteri oggettivi e verificabili, senza lasciarsi influenzare da interessi personali o dalle pressioni delle parti in causa. La neutralità e l’accuratezza del suo operato sono dunque fondamentali per assicurare che il giudice possa basare le sue decisioni su elementi probatori affidabili e solidi.Il perito deve altresì conformarsi alle norme di comportamento professionale specifiche del suo ambito disciplinare. Per esempio, un medico legale incaricato di redigere una perizia deve seguire i protocolli scientifici più aggiornati, mentre un esperto informatico raccoglie i dati da vari dispositivi, come computer e smartphone, facendo attenzione a preservare l'integrità delle informazioni onde evitarne qualsiasi alterazione.La mancata osservanza di tali obblighi può comportare non solo responsabilità penali e civili, ma anche conseguenze disciplinari, come sanzioni da parte degli ordini professionali di appartenenza.L’obbligo di diligenza implica anche l’utilizzo delle migliori competenze e conoscenze disponibili. Questo standard è rilevante nei casi in cui un errore tecnico o scientifico potrebbe avere un impatto significativo sulle risultanze processuali. Ad esempio, nei casi di attribuzione di responsabilità penale o di quantificazione di un risarcimento.In definitiva, il ruolo del perito si configura come un delicato equilibrio tra il supporto al giudice e il rispetto della propria autonomia tecnica. Questo incarico non può essere svolto in maniera superficiale o approssimativa, poiché anche una minima negligenza può compromettere la fiducia nel sistema giudiziario e generare conseguenze ingiuste per le parti coinvolte. Pertanto, il perito deve operare con un costante senso di responsabilità e consapevolezza dell'importanza del proprio contributo nel processo penale, tenendo sempre presente che il giudice rimane il perito peritorum.
Responsabilità penale del perito
Il perito, nel corso dell’esercizio delle sue funzioni, può essere chiamato a rispondere penalmente per comportamenti che violano i suoi obblighi professionali o che si configurano come reati. Una delle ipotesi più rilevanti è rappresentata dal falso in perizia, disciplinato dall’articolo 373 c.p., la quale va a sanzionare il perito che, durante un procedimento, afferma il falso o omette deliberatamente informazioni rilevanti. La disposizione riflette l’importanza cruciale della veridicità delle valutazioni tecniche, poiché queste incidono direttamente sull’esito del processo e sulla garanzia di giustizia per le parti coinvolte. Le pene previste per questo reato sono particolarmente severe proprio per sottolineare la responsabilità morale e giuridica del perito nel fornire una perizia accurata e imparziale.Un’altra situazione rilevante è quella del rifiuto di atti d’ufficio, disciplinata dall’articolo 366 c.p. che riguarda il perito che, senza una valida giustificazione, si rifiuta di compiere gli atti richiesti dall’autorità giudiziaria. Questo comportamento non solo ostacola il regolare svolgimento del processo, bensì rappresenta una violazione del dovere di collaborazione che il perito assume nel momento in cui accetta l’incarico. Le responsabilità penali del perito evidenziano quanto il suo ruolo richieda un alto grado di attenzione, competenza e trasparenza. Ogni azione compiuta deve rispettare rigorosamente le norme giuridiche e deontologiche, poiché l’operato del perito può avere un impatto determinante sulla libertà o sui diritti delle persone coinvolte nel procedimento. L’importanza di queste regole si riflette nella necessità di una costante formazione e aggiornamento da parte del perito, che deve essere sempre in grado di rispondere con professionalità alle richieste del giudice. La sua figura rappresenta un collegamento tra la conoscenza tecnica e le decisioni giudiziarie, e qualsiasi violazione dei suoi obblighi può compromettere non solo il processo, ma altresì il principio di giustizia su cui si basa l’ordinamento penale. In questo senso, il perito non può limitarsi a fornire risposte tecniche, ma deve essere necessariamente garantire la correttezza e la trasparenza del suo operato.
4. Responsabilità civile del perito
Oltre alle possibili responsabilità penali, il perito può essere chiamato a rispondere anche in sede civile per i danni provocati alle parti del processo a causa di errori o negligenze. Il principio generale che regola questa fattispecie è contenuto nell’articolo 2043 del Codice civile, che impone l’obbligo di risarcire i danni ingiusti cagionati con dolo o colpa grave.
Nel contesto delle perizie, la responsabilità civile del perito si configura quando, attraverso una condotta negligente, imprudente o imperita, il perito causa un danno ingiusto a una delle parti coinvolte nel processo. La colpa può derivare da negligenza, imprudenza o imperizia nell'esecuzione dell'incarico. Ad esempio, se il perito non esegue adeguatamente le analisi richieste o utilizza metodologie non aggiornate, può essere ritenuto responsabile per eventuali danni causati. Mentre se il perito agisce intenzionalmente per danneggiare una delle parti o per favorire un'altra, si configura una responsabilità per dolo. Per evitare di incorrere in tali responsabilità, il perito deve poter dimostrare che il proprio operato è stato condotto nel rispetto delle norme e delle migliori prassi tecniche disponibili. Ogni valutazione fornita deve essere accurata, oggettiva e fondata su criteri rigorosamente scientifici o metodologici. Nel caso in cui un errore o una negligenza determinino un danno concreto a una delle parti, come un’influenza negativa sull’esito del processo o una compromissione dei diritti coinvolti, la parte lesa può agire in giudizio per ottenere il risarcimento dimostrando il nesso eziologico tra il danno subito e la condotta del perito.Le conseguenze dell’accertamento di responsabilità in capo al perito possono essere significative, sia in termini economici sia in termini di reputazione, poiché eventuali sentenze di condanna possono comprometternela credibilità nel contesto giudiziario e professionale.
La responsabilità civile del perito, dunque, rappresenta un ulteriore elemento di garanzia per le parti del processo, incentivando l’ausiliare del giudice a svolgere il proprio incarico con la massima attenzione e competenza. Tuttavia, questa responsabilità non deve essere interpretata come una forma di pressione che impedisca al perito di esprimere valutazioni libere e obiettive, ma come uno stimolo ad agire con serietà e rigore, consapevole delle implicazioni del suo operato per l’amministrazione della giustizia.
Conclusioni
In conclusione, la responsabilità del perito nel procedimento penale è centrale per garantire equità e trasparenza nel processo. Il perito non solo fornisce competenze tecniche, ma deve anche operare con professionalità, rigore ed etica. Le norme penali e civili che regolano la sua attività mirano a evitare comportamenti che possano compromettere il procedimento o ledere i diritti delle parti. È fondamentale che il perito comprenda la delicatezza del suo incarico e l'importanza del suo contributo nelle decisioni del giudice, richiedendo non solo una conoscenza tecnica approfondita, ma anche l'osservanza delle regole procedurali e deontologiche. Rispettare questi principi mantiene alta la sua credibilità, assicurando che il suo operato sia percepito come imparziale e affidabile, aderendo ai principi di giustizia e neutralità del sistema giudiziario.
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